La rivista «Atelier» sta per varare una nuova collana di poesia, erede della collezione Parsifal. Il nome della nuova collana non è stato ancora scelto (avete suggerimenti?).
Le caratteristiche generali dell’iniziativa saranno queste (salvo dettagli diversamente fissati in ogni singolo contratto):
1) La pubblicazione sarà completamente gratuita; l’autore non pagherà nemmeno le copie che gli spetteranno di diritto (solitamente, chiedendo la collaborazione dell’autore per “far girare” il testo, gliene riconosciamo 200 circa);
2) La scelta delle opere da pubblicare dipenderà unicamente dal sottoscritto (libero comunque di avvalersi della consulenza di altri);
3) La collana non avrà, di per sé, caratterizzazione poetica, linguistica o generazionale premeditata, anche se, ovviamente, come appena detto, la scelta dipenderà dai gusti del sottoscritto. Spero, con la precedente esperienza della collezione Parsifal, di aver dimostrato una discreta apertura verso stili ed esperienze diverse; così non fosse, amen. Un occhio di riguardo, comunque, finirò sicuramente per averlo, conoscendomi, per gli esordienti.
4) Non si esclude, dunque, la pubblicazione di testi in dialetto; in linea di massima, non si esclude a priori nemmeno la pubblicazione di traduzioni di poeti di qualsiasi epoca, anche se penso sia difficile occuparci anche di questo ambito.
5) In linea di massima, NON riproporrò gli autori già ospitati nella serie precedente (ho già in tasca quella che auspico risulti l’unica eccezione) e pubblicherò l’opera di un redattore di Atelier (qualora ne ricevessi la proposta) al più ogni quattro titoli editi.
PRECISAZIONI IMPORTANTI
1) Trattandosi di edizioni completamente gratuite, il numero dei volumi pubblicabili ogni anno dipenderà dagli abbonati alla rivista. Allo stato attuale sono in parola per la pubblicazione di due libri: se non si registrerà un incremento, al momento non prevedibile, delle sottoscrizioni alla rivista per il 2008, non mi sarà possibile pubblicare altri testi.
2) Ovvia conseguenza del punto 1: il grado di selettività delle proposte sarà massimo finché non ci sarà un incremento degli abbonati. Basterebbero dai 100 ai 200 nuovi abbonati per raddoppiare i titoli per il 2008; con 500 abbonati in più (cifra alta, ma non impossibile, mi ostino a credere da anni), si potrebbe davvero lavorare alla grande, in competizione anche con le più prestigiose collane nazionali.
3) Confesso di essere ancora fortemente tentato dal porre qualche vincolo “morale”, del tipo: pretendere almeno, dall’autore pubblicato, l’abbonamento alla rivista; prendere in considerazione proposte solo da chi è o è stato abbonato alla rivista; e così via. Dopo oltre dieci di anni di impegno redazionale con «Atelier», sono piuttosto amareggiato dall’atteggiamento (che rappresenta pressoché la norma, ed è tutto dire) di chi viene, riceve, ringrazia e si rifà sentire solo quando gli si presenta un’altra occasione per PRETENDERE attenzione. Se tutti gli autori pubblicati sulle nostre pagine in questi anni si fossero abbonati anche solo una volta, vi assicuro che ora avremmo un catalogo due o tre volte quello attuale. Per ora, comunque, esterno tali pensieri solo in questo modo, sperando siano un elemento di riflessione per chiunque abbia l’intenzione di mettersi in dialogo (e il dialogo presuppone l’essere in due, stipula un reciproco mettersi in ascolto…).
NORME PER LA PROPOSTA DI OPERE
1) I testi da proporre andranno inviati direttamente al sottoscritto, preferibilmente via e-mail (ilcielodimarte@tiscali.it) o via posta tradizionale (via Ugo La Malfa 5 – 28017 San Maurizio d’Opaglio NO). È preferibile inviare, in prima battuta, una selezione di testi non troppo ampia. Si accluda anche una notizia biografica essenziale.
2) Confermerò soltanto via e-mail il ricevimento del materiale. NON prendo impegni con nessuno per discutere criticamente le opere o fornire motivazioni circa il mio giudizio. Immagino, comunque, di poter dare presto una risposta positiva o negativa sulla pubblicazione, diciamo nell’arco di un mese al massimo.
3) Raccomandazioni, note critiche, antologie di giudizi personali, saggi come pre- o postfazioni, dichiarazioni di poetica, elenchi di attestati o premi, vaniloqui di qualunque tipo, saranno assai graditi dal sottoscritto, che li considera un’occasione utilissima per elaborare più velocemente il giudizio sull’opera, traendovi in aggiunta anche qualche sollazzo.
CONFESSIONE FINALE
Mettersi nel ruolo di chi decide i titoli di una collana può sembrare un esercizio di potere gratificante; vi assicuro che per me è invece un onere. Dovrò, giocoforza, dire molti no (anche a testi assolutamente validi di persone che stimo sinceramente) e, in ogni caso, non ci guadagnerò economicamente nulla – anzi, andrò in perdita, con varie spese occasionali e altro tempo sottratto agli affari miei. So già che finirò, come mi è successo in passato, per attirarmi soltanto antipatie e molti rapporti “amichevoli” potrebbero guastarsi. Fossi bravo a “gestire la carriera”, snobberei questi lavoracci, attendendo semmai situazioni per poter dire molti sì e intascare denari e riconoscenza. Chi me lo fa fare, allora? Me lo chiedo anch’io. La risposta che mi do è: la certezza di essere compreso da qualcuno e la speranza di dare vita ad esperienze letterarie importanti, che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a mostrarsi. Non ho nessuna carriera da gestire, ma una vita da vivere seguendo passioni e convinzioni.
RINGRAZIO FIN D’ORA:
- chi vorrà mandarmi suggerimenti, di qualsiasi tipo, a partire dal nome per la collana;
- chi proporrà delle opere, investendo su «Atelier» in termini di fiducia e di stima;
- chi diffonderà la notizia della collana e ci sosterrà, in qualunque modo;
- chi si sentirà dire di no e si comporterà da gran signore e da gran poeta, facendomi rodere il fegato per il resto dei miei giorni dal rimorso per non aver compreso il valore della sua opera.
Marco Merlin
