martedì, 01 gennaio 2008

UNA NUOVA COLLANA DI POESIA - di Marco Merlin

La rivista «Atelier» sta per varare una nuova collana di poesia, erede della collezione Parsifal. Il nome della nuova collana non è stato ancora scelto (avete suggerimenti?).

Le caratteristiche generali dell’iniziativa saranno queste (salvo dettagli diversamente fissati in ogni singolo contratto):

1) La pubblicazione sarà completamente gratuita; l’autore non pagherà nemmeno le copie che gli spetteranno di diritto (solitamente, chiedendo la collaborazione dell’autore per “far girare” il testo, gliene riconosciamo 200 circa);

2) La scelta delle opere da pubblicare dipenderà unicamente dal sottoscritto (libero comunque di avvalersi della consulenza di altri);

3) La collana non avrà, di per sé, caratterizzazione poetica, linguistica o generazionale premeditata, anche se, ovviamente, come appena detto, la scelta dipenderà dai gusti del sottoscritto. Spero, con la precedente esperienza della collezione Parsifal, di aver dimostrato una discreta apertura verso stili ed esperienze diverse; così non fosse, amen. Un occhio di riguardo, comunque, finirò sicuramente per averlo, conoscendomi, per gli esordienti.

4) Non si esclude, dunque, la pubblicazione di testi in dialetto; in linea di massima, non si esclude a priori nemmeno la pubblicazione di traduzioni di poeti di qualsiasi epoca, anche se penso sia difficile occuparci anche di questo ambito.

5) In linea di massima, NON riproporrò gli autori già ospitati nella serie precedente (ho già in tasca quella che auspico risulti l’unica eccezione) e pubblicherò l’opera di un redattore di Atelier (qualora ne ricevessi la proposta) al più ogni quattro titoli editi.

 

 

PRECISAZIONI IMPORTANTI

1) Trattandosi di edizioni completamente gratuite, il numero dei volumi pubblicabili ogni anno dipenderà dagli abbonati alla rivista. Allo stato attuale sono in parola per la pubblicazione di due libri: se non si registrerà un incremento, al momento non prevedibile, delle sottoscrizioni alla rivista per il 2008, non mi sarà possibile pubblicare altri testi.

2) Ovvia conseguenza del punto 1: il grado di selettività delle proposte sarà massimo finché non ci sarà un incremento degli abbonati. Basterebbero dai 100 ai 200 nuovi abbonati per raddoppiare i titoli per il 2008; con 500 abbonati in più (cifra alta, ma non impossibile, mi ostino a credere da anni), si potrebbe davvero lavorare alla grande, in competizione anche con le più prestigiose collane nazionali.

3) Confesso di essere ancora fortemente tentato dal porre qualche vincolo “morale”, del tipo: pretendere almeno, dall’autore pubblicato, l’abbonamento alla rivista; prendere in considerazione proposte solo da chi è o è stato abbonato alla rivista; e così via. Dopo oltre dieci di anni di impegno redazionale con «Atelier», sono piuttosto amareggiato dall’atteggiamento (che rappresenta pressoché la norma, ed è tutto dire) di chi viene, riceve, ringrazia e si rifà sentire solo quando gli si presenta un’altra occasione per PRETENDERE attenzione. Se tutti gli autori pubblicati sulle nostre pagine in questi anni si fossero abbonati anche solo una volta, vi assicuro che ora avremmo un catalogo due o tre volte quello attuale. Per ora, comunque, esterno tali pensieri solo in questo modo, sperando siano un elemento di riflessione per chiunque abbia l’intenzione di mettersi in dialogo (e il dialogo presuppone l’essere in due, stipula un reciproco mettersi in ascolto…).

 

NORME PER LA PROPOSTA DI OPERE

1) I testi da proporre andranno inviati direttamente al sottoscritto, preferibilmente via e-mail (ilcielodimarte@tiscali.it) o via posta tradizionale (via Ugo La Malfa 5 – 28017 San Maurizio d’Opaglio NO). È preferibile inviare, in prima battuta, una selezione di testi non troppo ampia. Si accluda anche una notizia biografica essenziale.

2) Confermerò soltanto via e-mail il ricevimento del materiale. NON prendo impegni con nessuno per discutere criticamente le opere o fornire motivazioni circa il mio giudizio. Immagino, comunque, di poter dare presto una risposta positiva o negativa sulla pubblicazione, diciamo nell’arco di un mese al massimo.

3) Raccomandazioni, note critiche, antologie di giudizi personali, saggi come pre- o postfazioni, dichiarazioni di poetica, elenchi di attestati o premi, vaniloqui di qualunque tipo, saranno assai graditi dal sottoscritto, che li considera un’occasione utilissima per elaborare più velocemente il giudizio sull’opera, traendovi in aggiunta anche qualche sollazzo.

 

CONFESSIONE FINALE

Mettersi nel ruolo di chi decide i titoli di una collana può sembrare un esercizio di potere gratificante; vi assicuro che per me è invece un onere. Dovrò, giocoforza, dire molti no (anche a testi assolutamente validi di persone che stimo sinceramente) e, in ogni caso, non ci guadagnerò economicamente nulla – anzi, andrò in perdita, con varie spese occasionali e altro tempo sottratto agli affari miei. So già che finirò, come mi è successo in passato, per attirarmi soltanto antipatie e molti rapporti “amichevoli” potrebbero guastarsi. Fossi bravo a “gestire la carriera”, snobberei questi lavoracci, attendendo semmai situazioni per poter dire molti sì e intascare denari e riconoscenza. Chi me lo fa fare, allora? Me lo chiedo anch’io. La risposta che mi do è: la certezza di essere compreso da qualcuno e la speranza di dare vita ad esperienze letterarie importanti, che altrimenti avrebbero avuto difficoltà a mostrarsi. Non ho nessuna carriera da gestire, ma una vita da vivere seguendo passioni e convinzioni.

 

RINGRAZIO FIN D’ORA:

- chi vorrà mandarmi suggerimenti, di qualsiasi tipo, a partire dal nome per la collana;

- chi proporrà delle opere, investendo su «Atelier» in termini di fiducia e di stima;

- chi diffonderà la notizia della collana e ci sosterrà, in qualunque modo;

- chi si sentirà dire di no e si comporterà da gran signore e da gran poeta, facendomi rodere il fegato per il resto dei miei giorni dal rimorso per non aver compreso il valore della sua opera.

Marco Merlin

postato da AtelierPoesia alle ore 18:32 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
categoria: , collane di atelier



Commenti
#1   01 Gennaio 2008 - 21:32
 
mi piace, diffondo la notizia su viadellebelledonne. antonella
utente anonimo

#2   02 Gennaio 2008 - 15:25
 
Purtroppo non ho suggerimenti per il nome della collana, anche se devo dire che mi sarebbe piaciuto vedere una continuità, anche nel nome, con la buona Parsifal.

quello che condivido pienamente è la notazione verso tutti coloro che a vario titolo collaborano o pubblicano con Atelier (ma in generale con una rivista, e la cosa mi coinvolge personalmente in altre situazioni) senza sottoscrivere l'abbonamento, senza cioè la minima moneta etica di supporto verso un dibattitto critico e poetico che, solo a parole e per tornaconto personale, si dice di sostenere. come poi lamentarsi...

Luca Benassi
utente anonimo

#3   02 Gennaio 2008 - 20:04
 
lodevole come sempre l'iniziativa, non ho un nome da proporre per la collana,conoscendo un po' i gusti di marco mi viene in mente un suggerimento, anzi un riferimento concettuale. qualcosa che non abbia a che fare con il semplice coraggio di rischiare ma con qualcosa di piu' consolidato, una relazione magari che si ritenta di costruire, oppure che abbia a che fare con una linea etica che riguardi il contatto.
vedro' di far segnalare su nabanassar.

gianluca d'andrea
utente anonimo

#4   02 Gennaio 2008 - 22:37
 
Concordo quando dici che se chi scrivesse e pubblica sulla rivista leggesse anche poesia anche 'Atelier' navigerebbe in acque meno agitate.
Forse però da un lato è stato meglio per non cadere nel deprecabile giochino del 'do ut des' per cui tu mi compri e ti abboni ed io ti pubblico, come fanno molti editori con antologie di dubbio valore.
'Parsifal' a me piaceva, peccato l'hai voluto "cassare" però anche voltare pagina fa bene.
Ti vorresti mantenere sul classico o anche nomi più post-moderni con influssi sul cinema, musica, ecc?
Di nomi di autori ne avrei da suggerire, ma penso che si faranno vivi loro e avrai presto la casella piena.
Magari un giorno ne parleremo, chissà mai...
Buon lavoro e in bocca al lupo!

Un caro saluto

Luca Ariano
utente anonimo

#5   02 Gennaio 2008 - 23:43
 
Grazie a chi si sta facendo sentire. Per chi vuole criticare, ben venga, gradirei solo non si facesse la figura dei codardi: così potrei davvero sentirmi chiamato in causa e magari risponderei anche. Comunque, Atelier non naviga in cattive acque: è che oltre alla rivista vogliamo pubblicare anche libri... Una precisazione: per ora posso ipotizzare soltanto due libri di poeti italiani perché ne abbiamo in cantiere per quest'anno anche due di poeti stranieri. A dire la verità qualche speranza per fare di più ce l'ho... Vedremo. Buo anno ancora a tutti, belli e brutti, buoni e cattivi, anonimi e recidivi (con l'IP stampato in fronte).
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#6   03 Gennaio 2008 - 08:38
 
Intervengo in sede di gestore dello spazio per indicare a mo' di esempio che l'ex commento #4 (IP label a5c62318810c520) è classificato come non pertinente alla discussione, per contenuti offensivi e non concentrati su un confronto serio per quanto aperto e, se si vuole, anche duro. Viene perciò cancellato. Prego quindi gli autori di questo genere di commenti di non equivocare ritenendo che si cancellino qui i commenti "fastidiosi" e difficili da gestire: se vogliono esprimere lo stesso concetto possono farlo liberandolo da insulti personali oppure passare alla comunicazione privata. Non manca quindi la libertà espressiva, si tratta solo di mantenere questo spazio sotto il controllo di pertinenza per non renderlo inutile e dispersivo. Sicuro della comprensione di tutti, ringrazio.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MassimoOrgiazzi

#7   03 Gennaio 2008 - 15:23
 
Caro Orgiazzi e caro Merlin, l'anonimo cancellato perché un po' sopra le righe ero io. Nella foga avevo dimenticato di firmarmi - e invece Marco sa che lo faccio sempre. Così, tornato a vedere per firmare in ritardo, scopro che il commento non c'è più. A bocce ferme - e in fondo hai fatto bene a cancellare quel commento, anche se rimango fermo sui contenuti che avevo scritto, al di là delle boutades coloristiche - non capisco perché Marco adotti per i post quel tono da isterietta, che non gli viene affatto bene (se l'obiettivo è quello di conquistare il lettore, intendo), quando poi - come qui nei commenti - riesce invece a restare normale e dialogante, più convincente e gradevole. Tradotti, insomma, questi erano i contenuti del mio commento:
1. non è vero che non si paga la pubblicazione: direttamente o per abbonamento alla rivista, le spese le paga sempre il fruitore e non l'editore. Io penso che una rivista debba - non so se poi possa, perché il pubblico della poesia è limitato - incrementare il proprio pubblico mediante la propria qualità, indipendentemente dalle operazioni editoriali, per quanto meritevoli;
2. mi imbarazza il tono apocalittico di Marco, di cui lui non dovrebbe aver bisogno: né come poeta, visto che ha pubblicato con Einaudi; né come critico, visto che di Atelier è il creatore e animatore riconosciuto; voglio dire che è normale che sia lui a decidere chi viene pubblicato e chi no, non c'è bisogno di rimarcarlo con tanta enfasi.
3. non mi piace l'attacco ai "suoi" (autori? Redattori? Collaboratori? Sibillinamente non lo spiega: lo lascia intendere, perché lo capisca chi lo deve capire; ma intanto ce lo vuole far sapere... Allora scatta rapidamente il pensiero che, mentre i suoi autori pubblicavano con Parsifal, lui scivolava felice nella bianca Einaudi). Non svegliare il can che dorme, Merlin: questo vorrei dirti. Ringrazia per la proficua esperienza precedente e rilancia con serenità. Ti sottrai al tuo ruolo di eterno antipatico e forse riesci a convincere pure me che il tuo impegno letterario è davvero in difesa della parola.
Un abbraccio.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FilippoDavoli

#8   03 Gennaio 2008 - 16:26
 
Il titolo per la collana potrebbe essere "Ramona". E non scherzo.
Gabriel
utente anonimo

#9   03 Gennaio 2008 - 22:22
 
Diavolo d’un Filippo, bravo per esserti smascherato! Dunque. Sul tono da isterietta, può darsi tu abbia ragione, ma il tono di un testo muto dipende molto dal soggetto che legge, da quale orizzonte di partenza muovi nei confronti della voce che si vorrebbe impressa nello scritto. Detto questo, restano due possibilità: o scrivo male e non riesco a rendere il tono che vorrei (tenendo conto del genere di scrittura, della sua contestualizzazione, ovvero: scrivere un post, un editoriale, un saggio o un intervento sono cose diverse…) o sono proprio un’isterietta. Io propendo per quest’ultima possibilità, tanto ho il vantaggio della compagnia del serafico Ladolfi (Cric e Croc, insoma). Sappi però che anche il tuo intervento era avvelenato dallo stesso difetto che mi additi: ti rendi conto che muovi da un pregiudizio molto infantile, secondo il quale io ho commesso l’errore di pubblicare per Einaudi (eh?!) e fo sgabello dei miei redattori, sacrificati nella sede parsifaliana. Ci sono, in questo pseudoragionamento, un sacco di aggrovigliamenti sciocchi. Ahimé, e per fortuna dell’umanità intera, non prendo io le decisione in Einaudi, dove sono l’ultimo arrivato e magari nemmeno si ricordano di me (sai che confusione, poi, con ‘sta storia dello pseudonimo!). Dovrei forse dirti di quanto sia stato io stesso ingenuo nel fregarmene della considerazione di cui sopra e spendere parole per… ma lasciamo perdere, altrimenti finisco davvero per farmi bello risultando solo antipatico… E poi, non credo che pubblicare gratuitamente nei Parsifal sia poi stata tanto un’umiliazione (tra l’altro, sono il primo a non voler ripubblicare gli autori che ho ospitato perché auspico per loro sorti anche migliori della mia: se le mie scelte non trovassero il conforto della storia, che merito ne avrei, alla fine?) o un freno rispetto ad altre possibilità: a me risulta evidentemente il contrario (visto che anche in via Biancamano si possono far circolare libri provenienti da altre esperienze). Ecc. ecc. Ma non è il caso di andare avanti ad aggrovigliarsi su quello che, lasciatelo dire, suona solo come uno sbotto di invidia innestato sulla nota consolazione del noto mal comune mezzo gaudio – e spero che adesso sia tu a non riconoscerti nel tono che, a mio avviso, finisci per imprimere nei tuoi interventi. Ma è così difficile, in questo mondo, essere semplicemente contenti per i successi altrui – qualora fossero anche successi reali, e qui dovrei raccontarti di quanto uno si aspetti prima e di quanto trovi dopo…).
Sul punto 1: io non ho abbastanza soldi per permettermi di pubblicare a mie spese i libri altrui. Mi piacerebbe trovarmi in una situazione simile, ma non è così. E’ vero che col mutuo che sto per aprire potrei aggiungere qualche decina di migliaia di euri, tanto la fossa è già talmente profonda da non cambiare molto la situazione, però già lavoro come un dannato gratuitamente per Atelier che non mi sembra il caso di aggravare la situazione. Idealista sì, ma fino a un certo punto. Tengo famiglia. Quindi: la rivista in sé non ha bisogno di incrementare il suo pubblico, ormai possiamo andare avanti tranquillamente, con la stessa generosità che ci fa inviare gratuitamente un numero di copie doppio rispetto a quello degli abbonati effettivi. E’ che noi vogliamo fare di più… E ancora: la qualità di un’opera ha bisogno anche di qualità e capacità nella mediazione, visto che non basta, oggi, scrivere bene per ottenere chissà quale merito… Voglio dire: non basta essere puri, bisogna anche sporcarsi. Non basta scrivere bene, bisogna saper essere bravi artigiani e mettersi a fare qualcosa, sennò si sta sempre a elucubrare sul male del mondo e non si fa nulla per migliorare un poco l’habitat intorno…
Sul punto 2: hai ragione. Mi faccio carico, apocalitticamente, di tutti i miei difetti. Tuttavia: sbagliare sì, ma restare inetti, mai!
Sul punto 3: ciascuno ha il suo ruolo e il suo carattere. Io voglio amici stimolanti, e cerco sempre, a mia volta, di stimolarli. Molto serenamente, per carità. Ma anche fermamente. Perché il tempo va fatto brillare, se si può. Dei nostri talenti dovremo rendere conto, o no? A noi stessi e agli amici, se non altro…
Stammi bene, diavolone di un Filippo. Prima o poi riuscirò a guardarti negli occhi, spero…
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#10   04 Gennaio 2008 - 03:22
 
Un saluto a tutti, in bocca al lupo per la nuova collana e per la riapertura del blog.
Il panorama dei blog letterari è molto diverso rispetto agli anni in cui Atelier fu "il" blog: la costellazione si è infittita, i costumi modificati (pochi scrivono commenti, difficilmente si cade più nelle bagarre di un tempo).
Secondo me fu bella la prima gestione del blog di Atelier, non tanto per gli interventi di Marco (di cui condividevo poco) quanto per il clima molto umano, popolare, che si respirava: non si aveva paura a rimetterci la faccia per un commento, non si aveva paura di sbagliare, e difatti si sbagliava continuamente, sperimentando per la prima volta il pentimento dei "verba" che "manent": l'orale-scritto di internet.
Tutto questo, in qualche modo, era molto pittoresco e bello.
Ramona, certo, rese il tutto un capolavoro.

Mi ha fatto piacere ritrovare un commento di Filippo, dopo anni di silenzio (in rete).
Lo saluto con affetto.

Di nuovo un saluto anche a tutti gli altri.

Davide
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#11   04 Gennaio 2008 - 11:38
 
auguri per il blog e la collana. però basta con questa storia dell'Einaudi! ma leggiamo le poesie... o no?
un abbraccio
alessandro ghignoli
utente anonimo

#12   04 Gennaio 2008 - 12:33
 
Caro Marco,
nessunissima invidia. Tutt'altro. Registravo a voce alta - dalla memoria - qualche malumore giovane (di quelli - presumevo di capire dal tuo testo sibillino - che qui attaccavi non proprio teneramente). Che buffa cosa che il mondo della "parola" cercata per restare sia, dietro le quinte, anche il mondo della "parola multipla", nevvero? Male molto diffuso, peraltro: omnigenerazionale. Comunque: vediamoci pure negli occhi quando vuoi (ma toccherà scendere a te, io ho qualche problemino, ultimamente). Però un complimento posso fartelo: finalmente, dal tuo fotino, intuisco un taglio di capelli più umano e contemporaneo. Niente non è...
;-)
f.
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#13   04 Gennaio 2008 - 12:34
 
Ho dimenticato di ricambiare i saluti di Davidino. Un abbraccio piceno!
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#14   04 Gennaio 2008 - 19:23
 
mi piace la passione, la franchezza, la direttività, l’onestà. E l’operazione in sè. Non ho niente da inviare. Mi abbono (anzi, una voce femminile qui dietro mi dice: “scemo, l’hai già fatto….”). Un saluto a Marco ed un augurio per tutto. Giovanni Turra Zan
utente anonimo

#15   07 Gennaio 2008 - 09:00
 
zadfh
utente anonimo

#16   18 Gennaio 2008 - 22:32
 
Io la chiamerei Macadamia, come la nutriente noce australiana dal guscio durissimo, il cui albero sta fino a dieci anni prima di produrre una quantita' sufficiente di noci per iniziare la raccolta, ma poi continua a produrre con continuita' fino ad un secolo.
Qui negli USA si trova abbastanza facilmente, ma piu' che altro in confezioni di noci miste: il laborioso processo di produzione, infatti, ne impedisce lo sfruttamento commerciale (come per l'arachide o, in minor misura, l'anacardo), ma credo che in Italia si possa trovare nei negozi del commercio equo e solidale. Provatela, e' deliziosa!
utente anonimo

#17   19 Gennaio 2008 - 18:30
 
Eccellente suggerimento: penso proprio di sposare l'idea! A chi devo il guizzo felice?
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#18   19 Gennaio 2008 - 22:21
 
Hola Marcelo! Scusame por non firmar. Yo soy Santiago Espada, un rato de galerias y poeta cuvano y ex-novio de Ramona. Ahora soy latitante, esto' an Florida, me nascuendo de los piedepiatos cuvanos con mi nueva novia turca, y mi nueva identidad de pianista en el mas grande grupo de musica afro cuvana de Miami "Montunos y Montones". Mis poemas estan incluidos ne l'antologia Galacticos, una antologia extra galactica che le edicciones Navanasare publicaron tiempo addietros. Escusame el espanol un poco macharonicos, tiengo que ablar criptato para eluder los pie de piatos, yo soy que tu entiende lo mismo. Espero que tu busca las macadanias en Borgomanor, si tu no buscas yo te espedisco...
Felicitationes por tu nuevo hijo (hija?) y en boca al lobo para la nueva colana!

Salutame Julio Ladesas!
utente anonimo

Commenti

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