sabato, 19 luglio 2008

Alfonso Berardinelli su Atelier n. 50 - da L'Avvenire

berardinelli agora 28 6 08

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categoria: la rivista


lunedì, 23 giugno 2008

ESCE ATELIER N. 50 – L’editoriale di Giovanni Tuzet

Che ne sanno i poeti ?

 

Spesso i poeti hanno l’aria di chi sa certe cose, magari non molte ma importanti. Spesso i lettori si affidano a loro come a fari d’esperienza o astucci di pensieri preziosi. Ma davvero la poesia possiede un ruolo o un compito conoscitivo? Che cosa sanno i poeti del mondo che rappresentano e della vita?

Fate questa prova. Leggete una poesia e chiedetevi che cosa vi insegni. Avete imparato qualcosa dai suoi versi? Se no, è una poesia da buttare. Se sì, che conoscenza vi ha trasmesso? Chiedetevi che genere di teatro ha dischiuso. Non di rado si parla della poesia come forma di conoscenza, ma di rado c’è chiarezza su che cosa si intenda; quindi non è facile capire quando ci sia un accordo o disaccordo. Chiediamocelo apertamente allora.

 

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categoria: la rivista


venerdì, 20 giugno 2008

OMAGGIO DI BORGOMANERO ALLA RIVISTA «ATELIER»

Sabato 14 giugno scorso nel Salone d’Onore di Villa Marazza autorità, rappresentanti del mondo della poesia e qualificato pubblico si sono riuniti per rendere omaggio ad una delle più belle realtà culturali italiane: la rivista «Atelier». Nata a Borgomanero nel 1996 per iniziativa di Giuliano Ladolfi, Marco Merlin, Paolo Bignoli e Riccardo Sappa ha conseguito in breve tempo la stima nazionale ed internazionale per la genialità con la quale ha saputo proporre idee di rinnovamento della poesia.
Il Presidente della Fondazione, dott. Paolo Bignoli, nel salutare gli intervenuti, dopo aver ricordato con commozione gli esordi in cui egli stesso ha rivestito la parte di protagonista, così ha motivato l’iniziativa: «Negli scorsi mesi, l’Assessorato alla Cultura ha chiesto al Consiglio di Amministrazione di ospitare in modo permanente Atelier, dedicandole un appuntamento annuale. Questo in termini pratici significa che dopo tanti anni di lavoro, abbiamo visto un delicato gesto di gratitudine nei confronti di una rivista che è stata in grado di portare a spasso per l’Italia e un bel pezzo d’Europa il nome della città di Borgomanero. E chi è attivo nel mondo culturale comprende perfettamente come, con i tempi di che corrono, non si una cosa da poco».
 
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categoria: la rivista


mercoledì, 18 giugno 2008

TEMA DI ITALIANO / 18.06.2008

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida

a K.

R
ipenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,
vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia
schietto come la cima di una giovane palma...


(Eugenio Montale, Ossi di seppia)

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categoria: varie


martedì, 17 giugno 2008

RICORDO DI MARIO RIGONI STERN (1921-2008)

Lassú la montagna è silenziosa e deserta. Lungo la mu­lattiera che gli austriaci costruirono per giungere nei pres­si dell'Ortigara, dove un giorno raccolsi la punta ferrata del Bergstock che è qui sulla libreria, ora non passa piú nessuno. La neve che in questi giorni è caduta abbondan­te ha cancellato i sentieri dei pastori, le aie dei carbonai, le trincee della Grande guerra, le avventure dei cacciatori. E sotto quella neve vivono i miei ricordi.

Da Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998

Lo scrittore Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago, all'età di 86 anni. Malato da tempo, Rigoni Stern è mancato lunedì sera. La notizia della sua morte è stata tenuta riservata dalla famiglia, per espressa volontà dello scrittore. I funerali sono stati celebrati oggi pomeriggio, in forma strettamente privata, nella chiesetta del cimitero di Asiago.

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categoria: notizie


domenica, 25 maggio 2008

PAOLA FEBBRARO (1956-2008)

Da La rivoluzione è solo della terra, Manni, Lecce 2002

Pasqua
senza Victor

i vivi premono troppo e minacciano la vita dei morti

mi sono lavata i capelli
mi sono lavata la testa i capelli la testa mi sono lavata la testa
i capelli e ho detto:

sono della specie femminile che piange

22 aprile 2000

****

Da a fratello stefano (La Volpe e L’Uva, Bologna 2000)

mano nella mano attraversiamo l'ennesima ambulanza

*

Incuteva rumore la sostanza del ragionare
sulla qualità della nostra mente

Incute rumore
che s'è rivoltato contro
ribellione e passione
di marce delicate feroci intelligenti
per la pace mai esistita prima mentre la strage ci ha accompagnato
quel piovere di bombe con l'eco
ecco ricordo, come sempre nella nostra casa.

*

la confusione tra te e me è onda di mare
ora grigio come piombo
ora scintillante sogno

ritorna sempre poi scompare

*

"e che ora mi sia concesso riposo"


debole stella
fioca
umile
sveglia
debole stella

polvere

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categoria:


mercoledì, 21 maggio 2008

Note a margine a due opere di Soldati – di Giorgio Galli

1.       America primo amore

 

La prosa soldatiana scivola via con una leggerezza sorprendente, è “priva di attrito”, come diceva Pasolini, “priva di adesività”: a volte sembra non invitare a soffermarcisi, a rifletterci su; ma piuttosto ad essere consumata, voracemente, velocemente, americanamente. Soldati è un viaggiatore sensibile, intelligente, pieno di forza rappresentativa e perfino visionaria: forse non ha la tempra del Savinio di Dico a te, Clio, ma i mondi dei due scrittori sono talmente lontani che è davvero dura compararli. Savinio è più bravo a penetrare nella Storia, ad addentrarsi nelle sue viscere, a porle quelle domande che la mettono in imbarazzo; ma Soldati si trova di fronte a un luogo senza storia, anzi non ci si trova di fronte, si trova immerso, con passione, con fuoco, con ardore: con quell’amore che, per usare l’icastica espressione di Citati, “non sapeva trovare un limite nelle cose”.

 

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categoria: riflessioni


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